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	<title>Maurizio Galluzzo</title>
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	<description>Riflessioni e discussioni sulle tecnologie, la vita digitale e le nuove forme di relazione</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 May 2012 16:49:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Master in Comunicazione e New Media</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 16:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>administrator</dc:creator>
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		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[Università 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Ateneo Pontificio Regina Apostolorum]]></category>
		<category><![CDATA[master]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Master  in Comunicazione e New Media organizzato da Ateneo Pontificio Regina Apostolorum si propone di formare  professionisti capaci di operare nell’ambito della comunicazione e mira a rafforzare il potere creativo e la capacità di comunicazione degli studenti esponendoli al mondo in &#8230; <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/master-in-comunicazione-e-new-media">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/roma.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2233" title="roma" src="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/roma.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Il <a href="http://www.uprait.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=338%3Amaster-in-comunicazione-e-new-media&amp;catid=419%3Amaster-in-comunicazione-e-new-media&amp;Itemid=426&amp;lang=it" target="_blank">Master  in Comunicazione e New Media</a> organizzato da <a href="http://www.uprait.org/" target="_blank">Ateneo Pontificio Regina Apostolorum</a> si propone di formare  professionisti capaci di operare nell’ambito della comunicazione e mira a rafforzare il potere creativo e la capacità di comunicazione degli studenti esponendoli al mondo in rapido cambiamento  della comunicazione e delle tecnologie dell&#8217;informazione. <span id="more-2232"></span>Attraverso esercitazioni pratiche in classe  e l&#8217;uso di strumenti multimediali, il Master contribuirà a preparare gli studenti per una  futura carriera nella comunicazione e nella microimpresa e incoraggiare a  “creare” opportunità nel campo della comunicazione  che ancora non esistono. Il Master è pensato per  una nuova generazione di studenti e formatori  capaci di trasmettere valori umani e  immaginare il futuro.</p>
<p>In questa pagina saranno inseriti i materiali, documenti e lezioni relative al <strong>Web Design</strong> del prof. Maurizio Galluzzo.</p>
<p>Il corso si svolge attraverso moduli teorici e pratici, poltre a sessioni con relatori esterni ed esercitazioni. Il tutto avviene in maniera interattiva e con l’utilizzo di una <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/sperimentazione-dei-social-network-nella-didattica-universitaria">modalità partecipativa 2.0</a>. Se ne parla anche <a href="http://www.clikkiamo.it/2010/03/maurizio-galluzzo-il-professore-2-0/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><strong>Documenti del corso</strong></p>
<p>Riferimenti a gruppi del corso a cui gli studenti sono invitati a partecipare.</p>
<p>Gruppo su Facebook: <a href="https://www.facebook.com/groups/359509440764630/" target="_blank">Web Design &#8211; Gruppo di studio</a></p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Joel Sklar &#8211; <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/principi-di-web-design-libro" target="_blank">Principi di Web Design</a></li>
</ul>
<p><strong>Linkografia</strong></p>
<ul>
<li>Introduzione al Software <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/introduzione-al-software-open-source">Open Source</a></li>
<li>Lezione di <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/lezione-di-html">HTML</a></li>
</ul>
<p><strong>Letture e podcast</strong></p>
<ul>
<li>Wired Italia (ita) (<a href="http://www.wired.it/" target="_blank">web</a>)</li>
<li>Wired USA (eng) (<a href="http://www.wired.com/" target="_blank">web</a>)</li>
<li>Il Disinformatico (ita) (<a href="http://itunes.apple.com/it/podcast/il-disinformatico/id203842628" target="_blank">podcast</a>) (<a href="http://itunes.apple.com/it/podcast/il-disinformatico/id203842628#" target="_blank">iTunes</a>)</li>
<li>Punto Informatico (ita) (<a href="http://punto-informatico.it/" target="_blank">web</a>)</li>
</ul>
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		<title>IUAV – Esami studenti fuori corso 2012</title>
		<link>http://www.mauriziogalluzzo.it/iuav-esami-studenti-fuori-corso-2012</link>
		<comments>http://www.mauriziogalluzzo.it/iuav-esami-studenti-fuori-corso-2012#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 13:47:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[Università 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[fuori corso]]></category>
		<category><![CDATA[iuav]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo post riassume le diverse richieste pervenute dagli studenti per poter sostenere gli esami nella prossima sessione. Si invitano gli studenti a leggere con attenzione il post stesso (esplorandone tutti i link) e troveranno certamente risposta alle loro domande. Gli &#8230; <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/iuav-esami-studenti-fuori-corso-2012">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/fc.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2226" title="fc" src="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/fc.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Questo post riassume le diverse richieste pervenute dagli studenti per poter sostenere gli esami nella prossima sessione. Si invitano gli studenti a leggere con attenzione il post stesso (esplorandone tutti i link) e troveranno certamente risposta alle loro domande.<br />
Gli studenti di <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/corso-di-informatica-e-disegno-digitale-2011">IUAV – Clasa &#8211; informatica e Disegno Digitale</a> che intendono sostenere per la prima volta l’esame o che hanno ottenuto una votazione negativa nella precedente sessione le istruzioni sono pubblicate a <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/esami-di-informatica-per-studenti-fuori-corso">questo indirizzo</a>.<span id="more-2225"></span>Gli studenti di <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/corso-di-economia-e-gestione-informatica-delle-imprese">IUAV – Clame – Economia e gestione informatica delle imprese</a> che non hanno sostenuto l’esame devono seguire il seguente programma di recupero:</p>
<p>1. Scegliere e studiare un sistema costruttivo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Modular_building" target="_blank">modulare</a> <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Prefabrication" target="_blank">prefabbricato</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Green_building" target="_blank">sostenibile</a> presente nel mercato internazionale. Pubblicare la propria proposta (e seguirne l&#8217;evoluzione) nella <a href="https://www.facebook.com/groups/264321576934271/">pagina Facebook del corso</a> in modo da evitare sovrapposizione con altre proposte già fatte.</p>
<p>2. Predisporre un documento in <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Plain_text">formato testo</a> NON formattato (quindi senza uso di fonts, elenchi numerati o puntati, immagini, ecc.) di circa 2000 battute che riassuma la tecnologia.</p>
<p>3. Predisporre almeno una dozzina di slide in <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Microsoft_PowerPoint">PowerPoint</a> (o prodotto analogo) che presentino in maniera chiara il sistema costruttivo stesso. Nella prima slide deve esserci l’indicazione dello studente e del Corso.</p>
<p>4. Postare su <a href="http://www..slideshare.net/">SlideShare</a> il Powerpoint</p>
<p>5. Inviare almeno 10 (dieci) giorni prima dell’esame a galluzzo[chiocciolina]iuav[punto]it il testo del punto [2] e il link (SOLO I LINK) al documento SlideShare del punto [4]. Come oggetto si deve indicare con precisione “IUAV- ESAME CLAME – [nome cognome studente]”. Dentro nella e-mail indicare matricola e nome. IMPORTANTE. Non aggiungere allegati e non richiedere conferme o risposte.</p>
<p>Si richiede inoltre che gli studenti siano preparati con la lettura completa e attenta dei seguenti volumi (nessuno escluso) di cui indico anche un link per l’acquisto on line visto che potrebbero non essere immediatamente reperibili.</p>
<ul>
<li>Curtin Dennis P. – <a href="http://www.ibs.it/code/9788838664151/curtin-dennis-p/informatica-di-base-con.html?shop=5017" target="_blank">Informatica di base</a></li>
<li>Mandrioli Dino; Spoletini Paola – <a href="http://www.ibs.it/code/9788825173659/mandrioli-dino-spoletini-paola/informatica-teorica.html?shop=5017" target="_blank">Informatica teorica</a></li>
<li>Mezzalama Marco; Piccolo Elio – <a href="http://www.ibs.it/code/9788825173611/mezzalama-marco-piccolo-elio/capire-l-informatica-dal-microprocessore.html?shop=5017" target="_blank">Capire l’informatica. Dal microprocessore al Web 2.0</a></li>
<li>Wempen Faithe – <a href="http://www.ibs.it/code/9788861143142/wempen-faithe/html-5-passo-per.html?shop=5017" target="_blank">HTML 5. Passo per passo</a></li>
</ul>
<p>L’esame potrà essere scritto e orale e verterà sui temi delle lezioni.</p>
<p><strong>Si invitano gli studenti a richiedere la partecipazione e a registrarsi allo <a href="http://iuav.esse3.cineca.it/Home.do" target="_blank">Sportello Internet</a> SOLO SE INTENDONO REALMENTE SOSTENERE L’ESAME e non “provarlo”…</strong></p>
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		<title>Come nasce una parabola</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 21:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>administrator</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Don Ezio Cocco, sacerdote diocesano presso la parrocchia San Cristoforo alle Sciare a Catania, pubblica su Facebook una fotografia in cui si vede un corpo di donna che “abbraccia” un corpo più piccolo appena diseppelliti da alcuni militari cinesi in &#8230; <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/come-nasce-una-parabola">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/parabola_01.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2219" title="parabola_01" src="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/parabola_01.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Don <a href="http://www.doneziococo.it/">Ezio Cocco</a>, sacerdote diocesano presso la parrocchia San Cristoforo alle Sciare a Catania, pubblica su Facebook una fotografia in cui si vede un corpo di donna che “abbraccia” un corpo più piccolo appena diseppelliti da alcuni militari cinesi in divisa.<br />
Don Ezio scrive con incredibile precisione:  “<em>Questa è una storia vera del sacrificio di una Madre durante il terremoto in Giappone. <span id="more-2218"></span>Dopo il terremoto, quando i soccorritori raggiunsero le rovine di una casa di una giovane donna, videro attraverso una fessura il suo corpo che giaceva inerme. Ma ciò che colpì i soccorritori era la posizione strana del corpo inginocchiato e rannicchiato su sé stesso, come se stesse pregando, il suo corpo era proteso in avanti, e le sue due mani erano impegnate a sostenere un oggetto che non si vedeva. La casa crollata le aveva schiacciato la schiena e la testa. Con tante difficoltà, il leader del team di soccorritore riuscì a mettere la mano in una stretta fessura sul muro per raggiungere il corpo della donna. Sperava che questa donna fosse ancora viva. Tuttavia, dal corpo freddo e rigido comprese che era morta di sicuro. Lui e il resto della squadra lasciarono la casa per andare a soccorrere altra gente in altri edifici crollati. Per qualche motivo, il team leader è stato guidato da una forza irresistibile a tornare nella casa della donna morta. Ancora una volta, si inginocchiò e con le sue mani si spinse tra le strette fessure per cercare cosa la donna conservasse tra le sue mani sotto il corpo ormai privo di vita. Improvvisamente il soccorritore gridò con entusiasmo: &#8220;Un bambino! C&#8217;è un bambino! &#8220;. L&#8217;intero team ha lavorato con cura per rimuovere i cumuli di oggetti in rovina intorno alla donna morta. C&#8217;era un bambino di tre mesi avvolto in una coperta fiorita sotto il corpo della madre morta. Ovviamente, la donna aveva fatto un ultimo sacrificio per salvare suo figlio. Quando la sua casa crollava, ha usato il suo corpo per fare una copertura per proteggere suo figlio. Il neonato stava ancora dormendo tranquillamente quando il capo della squadra lo prese. Il medico è venuto rapidamente all&#8217;esame del bambino. Per visitare il neonato aprì la coperta nella quale era avvolto e trovò un telefono cellulare all&#8217;interno della coperta. C&#8217;era un messaggio di testo sullo schermo che diceva: &#8220;Se riesci a sopravvivere, ricordati che ti amo.&#8221; Questo cellulare passava continuamente da una mano all&#8217;altra. Ogni persona che lesse il messaggio pianse. &#8220;Se si può sopravvivere, è necessario ricordare che ti amo.&#8221; Tale è l&#8217;amore della madre per il suo bambino! Non dimenticate di cliccare sul pulsante Condividi…</em><em></em></p>
<p>Don Ezio chiude con un lapidario “<a href="https://www.facebook.com/eziococo"><strong>Don Ezio Coco</strong></a> Nell&#8217;Amore della Madre si manifesta l&#8217;Amore di Dio”.</p>
<p><a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/parabola_02.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2220" title="parabola_02" src="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/parabola_02.jpg" alt="" width="824" height="428" /></a></p>
<p>Il testo è molto forte, quanto il messaggio che esprime. In poco tempo il post piace a 3800 persone  e viene condiviso 5000 volte accompagnando il tutto con commenti come: “<em>che gesto bellissimo</em>”, “<em>Mi è venuto un nodo in gola!</em>”, “<em>Una vera lezione di vita e d&#8217;amore!</em>”, “<em>oggi, mio amato, son riuscita a piangere per ben 2 volte in 15 minuti.. prima con un video greco di amore e ora questo.. Dio mio!! Benedette Creature!</em>” e l’immancabile riferimento alla malvagità umana “<em>grazie a Dio esistono ancora questo genere di madri e non solo quelle che li abbandonano o li uccidono</em>”.</p>
<p>Dalla foto (che io ho oscurato ma che nell’originale si vede in tutta la sua crudezza) si capisce che quanto affermato con tanta sicurezza da Don Ezio non risponde a verità: di certo il corpo più piccolo non solo non era di un bambino di tre mesi ma in particolare non era affatto vivo. Non sono soldati giapponesi ma cinesi.<br />
Un’immagine che non lasciava spazio a dubbi. Ma nessuno dei commenti ha provato a rispondere, ad affermare che il racconto era si toccante ma del tutto inventato.<br />
Non è indifferente l’incipit del testo “<em>Questa è una storia vera</em>” che rimanda a un dogma da considerarsi e credersi per vero da chi si reputa loro fedele.<br />
Questo è un comportamento che è da indagare. Il meccanismo di diffusione delle notizie false o bufale viene da lontano ma rispetto ai nostri predecessori noi adesso disponiamo della possibilità iportantissima della verifica delle fonti.<br />
I social media, come i mass media inibiscono alcune persone dal proprio pensiero, una affermazione fatta da una autorità, in questo caso da un sacerdote, non viene minimamente messa in discussione.</p>
<p>In realtà la storia raccontata da Don Ezio è tutta inventata, anche nella cura dei particolari. Si tratta si di vittime di un sisma ma che avvenne il 30 Ago 2008 nella città di Panzhihua Città. Un terremoto che del sesto grado della scala <em>Richter</em> che causò 36 morti e 675 feriti. La notizia originale è <a href="http://news.beelink.com/20080904/2576501.shtml">qui</a>  e <a href="http://www.chipp.cn/images/2009-03/25/xin_3503062502041871306959.jpg" target="_blank">qui</a> (attenzione immagini forti).</p>
<p>Abbiamo assistito nel nostro piccolo alla costruzione di una parabola, in questo caso anche di una allegoria. Nei secoli scorsi sarebbe passata di bocca in bocca come verità. Adesso abbiamo qualche strumento in più per capire, orientarci e fare quella cosa di cui siamo fortunatamente dotati: ragionare.</p>
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		<title>Quintarelli e la fine delle lottizzazioni</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 18:06:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le lottizzazioni partitiche delle Autority sono il cancro del sistema democratico. Persone incapaci ma amiche e servili verso i partiti hanno occupato per anni i posti decisivi per il funzionamento dello Stato. Adesso abbiamo la possibilità di cambiare decisamente e &#8230; <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/quintarelli-e-la-fine-delle-lottizzazioni">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/quinta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2215" title="quinta" src="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/quinta.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Le lottizzazioni partitiche delle Autority sono il cancro del sistema democratico. Persone incapaci ma amiche e servili verso i partiti hanno occupato per anni i posti decisivi per il funzionamento dello Stato. Adesso abbiamo la possibilità di cambiare decisamente e velocemente.  Adesso dobbiamo farlo. Per questo è importante che <strong>Stefano Quintarelli</strong> (<a href="https://twitter.com/#!/quinta">Twitter</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Quintarelli">Wikipedia</a>, <a href="http://quinta.typepad.com/">Blog</a>), un tecnico preparatissimo e libero sia designato come presidente dell’AgCom &#8211; Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Per chi non conoscesse l’attuale situazione di AgCom è bene si riveda <a href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-a1a8150e-e22d-4d5d-8459-871a11376a7d.html">questo episodio</a>. Puoi aderire all’iniziativa <a href="http://www.firmiamo.it/stefano-quintarelli-4-president">cliccando qui</a>.</p>
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		<title>Intervistato da Viadeo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 23:33:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Maurizio Galluzzo]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi sono stato intervistato da Sabrina Mossenta,  Partnerships Manager di Viadeo per l&#8217;Italia, una delle realtà nel campo del recruitment più importanti e presenti a livello europeo sul mercato del lavoro sulle prospettive di integrazione tra università e &#8230; <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/intervistato-da-viadeo">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/job02.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2205" title="job02" src="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/job02.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Nei giorni scorsi sono stato intervistato da Sabrina Mossenta,  Partnerships Manager di Viadeo per l&#8217;Italia, una delle realtà nel campo del recruitment più importanti e presenti a livello europeo sul mercato del lavoro sulle prospettive di integrazione tra università e lavoro. Ne riporto uno stralcio:<br />
<strong>Come cambia il mondo del lavoro in tempo di crisi? Come trovare lavoro?</strong><strong> Esiste un modo per re-inventarsi e per adattarsi a questo periodo di stallo nel mondo del lavoro?<span id="more-2203"></span></strong><em>La crisi deve ancora iniziare. Quello che vediamo è solo il preludio. Gli economisti più attenti e meno vincolati dalla politica quotidiana che deve tranquillizzare per avere consenso sono d’accordo sul fatto che a partire dalla fine di quest’anno avremo gli scossoni più importanti e l’assestamento potrebbe durare anni, molti anni. La PMI italiana che costituisce la stragrande maggioranza del mercato del lavoro non ne risentirà se non in forma marginale. Ci saranno, ma ci sono ormai da anni, lavori a maggiore rischio (fatti da persone a bassa scolarizzazione o senza necessità di competenze) e lavori quasi sicuri. Lavori che garantiranno un veloce rientro nel mercato del lavoro anche in caso di licenziamento.</em><strong><!--more--></strong><em> <strong>“Cercare lavoro è un mestiere”</strong>, come recita un vecchio adagio, e questo è ancora più vero oggi a causa di una sempre maggiore competitività. Si da per scontato che il candidato conosca perfettamente l’inglese e l’informatica (ma non quella che si studia a scuola con una ECDL). Lo skill richiesto inoltre passa dai social network alle strategie di lavoro in team, alla capacità di operare in ambienti complessi e con basso supporto operativo della struttura. In parole povere: vengono assunti quelli bravi e che si sanno arrangiare. [continua]<br />
</em>L’articolo completo è disponibile a <a href="http://blog.viadeo.com/it/2012/04/23/parlando-di-comunicazione-digitale/">questo indirizzo</a>.</p>
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		<title>Apprendere con i media digitali</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 22:15:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pier Cesare Rivoltella]]></category>

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		<description><![CDATA[A questo indirizzo è possibile seguire i video del Seminario del prof. Pier Cesare Rivoltella che si è tenuto presso l’IS “Falcone” di Asola. I temi sono di estremo interesse il relatore è davvero efficace. Buona visione. Aggiungo una nota &#8230; <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/apprendere-con-i-media-digitali">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/prof_rivoltella.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2199" title="prof_rivoltella" src="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/prof_rivoltella.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>A <a href="http://www.istruzione.lombardia.gov.it/mantova/filmati-del-seminario-del-prof-pier-cesare-rivoltella/">questo indirizzo</a> è possibile seguire i video del Seminario del prof. Pier Cesare Rivoltella che si è tenuto presso l’IS “Falcone” di Asola. I temi sono di estremo interesse il relatore è davvero efficace. Buona visione.<br />
Aggiungo una nota sul prof. Pier Cesare Rivoltella (<a href="http://piercesare.blogspot.it/">questo</a> il suo blog e <a href="http://docenti.unicatt.it/ita/pier_cesare_rivoltella/">questa</a> la pagina dell’università).<br />
Conseguita la laurea in Filosofia presso l&#8217;Università Cattolica di Milano (1988) ha subito iniziato la collaborazione<span id="more-2198"></span> con l&#8217;Istituto di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo della stessa Università interessandosi in particolare, dall&#8217;89 al &#8217;94, alle fondazioni teoriche della rappresentazione teatrale e dell&#8217;analisi del testo teatrale e cinematografico. Dal 2006 è <strong>professore ordinario</strong> di <em><strong>Tecnologie dell&#8217;istruzione e dell&#8217;apprendimento</strong></em> presso l&#8217;Università Cattolica di Milano.<br />
Presso la stessa Università ha fondato e dirige il <a href="http://www.cremit.it/" target="_blank">CREMIT</a> (Centro di Ricerca per l&#8217;Educazione ai Media, all&#8217;Informazione e alla Tecnologia). È Presidente della SIREM (Società Italiana di Ricerca sull&#8217;Educazione Mediale), membro del Consiglio Direttivo dell&#8217;associazione WeCa (Web Cattolici). Dirige la rivista <a href="http://riviste.erickson.it/rem" target="_blank">REM &#8211; Research on Education and Media</a>.</p>
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		<title>Quanto vale il profilo Facebook? Tutti i tuoi dati</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 10:33:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[Va di moda ed è motivo d’orgoglio postare su Facebook il risultato di un’applicazione che dice “quanto vale” il proprio profilo. Ne hanno parlato alcuni blog non propriamente professionali (1 – 2 &#8211; 3) con grande entusiasmo.  Il metodo di &#8230; <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/quanto-vale-il-profilo-facebook-tutti-i-tuoi-dati">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/fb_value.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2193" title="fb_value" src="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/fb_value.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Va di moda ed è motivo d’orgoglio postare su Facebook il risultato di un’applicazione che dice “<em>quanto vale</em>” il proprio profilo. Ne hanno parlato alcuni blog non propriamente professionali (<a href="http://www.bloghissimo.com/scoprire-quanto-vale-il-tuo-profilo-facebook-con-myunplug/">1</a> – <a href="http://www.facebook-mania.com/applicazioni-facebook/scoprire-quanto-vale-il-tuo-profilo-facebook-con-myunplug/">2</a> &#8211; <a href="http://www.trackback.it/articolo/app-su-facebook-scopri-quanto-vale-il-tuo-profilo-con-myunplug/50449/">3</a>) con grande entusiasmo.  Il metodo di calcolo ha la stessa credibilità di un oroscopo per come è strutturato, un calcolo che attribuisce in maniera del tutto casuale valore al numero degli amici e alle attività svolte. Un giochino scemo si direbbe. Ma è virale. <span id="more-2192"></span>Credere che quello che si fa su Facebook sia davvero misurabile in termini di dollari evidentemente da soddisfazione.<br />
Il tutto viene fatto con una applicazione che preleva i propri dati da Facebook e noi non sappiamo cosa ne facciano di quei dati.<br />
L’autore dell’applicazione è <a href="https://www.facebook.com/iamvishvjeet">Vishvjeet Kumar</a> che dice di vivere a Mumbai in India e ha un tristissimo sito, <a href="http://myunplug.com/">MyUnPlug</a>, zeppo di applicazioni semplici per Facebook.<br />
Se andiamo a vedere le <a href="http://myunplug.com/privacy.htm">condizioni di privacy</a> dobbiamo iniziare a preoccuparci perché sono non solo del tutto generiche ma copiate totalmente da altre applicazioni togliendo però le garanzie. E ovviamente non si fa alcun riferimento alla possibilità di sapere chi detenga i nostri dati.<br />
La domanda è semplice: vale la pena per un giochino dare tutti i propri dati di Facebook ad uno sconosciuto? Non sono l’unico a <a href="http://www.mywot.com/en/forum/22960-myunplug-com-the-situation">pormi il problema</a>. Poi se vi bucano Facebook non venitemi a parlate di hacker…</p>
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		<title>Lo strano caso della Facebook Addiction</title>
		<link>http://www.mauriziogalluzzo.it/lo-strano-caso-della-facebook-addiction</link>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 22:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook Addiction]]></category>

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		<description><![CDATA[Ne hanno parlato molti giornali tra cui il Corriere della Sera: pare che usare Facebook si possa assimilare l’uso di una droga. Bel tema, giusto per essere postato e ripostato e magari diventare l’occasione per qualche lezioncina dei soliti fustigatori &#8230; <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/lo-strano-caso-della-facebook-addiction">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/prof.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2186" title="prof" src="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/prof.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Ne hanno parlato molti giornali tra cui il <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_maggio_09/facebook-addiction-droga-marchetti_fafbe5a2-99c7-11e1-85ab-3c2c8bfb44fd.shtml">Corriere della Sera</a>: pare che usare Facebook si possa assimilare l’uso di una droga. Bel tema, giusto per essere postato e ripostato e magari diventare l’occasione per qualche lezioncina dei soliti fustigatori della rete. Non è la <a href="http://www.psychologytoday.com/blog/ethics-everyone/201202/facebook-addiction">prima volta</a> che si parla di Facebook Addiction ma questa volta l’eco è molto più forte perché si di averla misurata.<span id="more-2185"></span>La notizia è questa:  «<em>L’uso di Facebook è aumentato rapidamente – ha spiegato la dottoressa  Andreassen sul </em><em><a href="http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-2141199/Status--addicted-Simple-test-roots-problem-Facebook-users--warns-need-seek-help.html#ixzz1uMRzS2VC" target="_blank">Daily Mail</a>– e questo ci ha portato a scontrarci con una serie di dipendenze collegate ai social media che possono essere assimilate alle droghe</em>».<br />
L’aumento dell’uso con la dipendenza mi sfugge ma certamente sarà vero, visto che lo dice una ricerca universitaria.<br />
Ma andiamo a capire se le cose stanno proprio così. A naso, mi suona come una delle tante attività svolte in parallelo da singoli ricercatori più dediti alla fama e qualche ora di gloria che una seria e attenta verifica.<br />
Se il risultato fosse stato esattamente il contrario, cioè usare Facebook non provoca alcuna dipendenza avrebbe avuto lo stesso clamore mediatico? Direi di no.<br />
Andiamo per ordine.<br />
Quando si analizza una ricerca bisogna valutare l’autorevolezza della ricerca stessa, quella degli autori e capire se è stata sottoposta a revisione. La pubblicazione di per se non è significativa in assoluto. Nel caso in questione qualche dubbio mi viene.<br />
Il primo riguarda l’autore della ricerca stessa.  Cecilie Schou Andreassen viene descritta come una psicologa dell’Università di Bergen, in Norvegia.<br />
Si è laureata nel 2009 e deve aver fatto una rapida carriera universitaria se dopo appena 3 anni è a capo di una ricerca riportata nei principali giornali del mondo.<br />
Nel sito dell’Università <a href="http://www.uib.no/persons/Cecilie.Andreassen">non c’è molto</a>: non ha nemmeno un numero di telefono, quindi un posto fisso, ma sappiamo che anche in Norvegia qualche taglio alle spese è stato fatto.<br />
Però tra le attività che svolge troviamo “<em>Work- and Organizational Psychology, Chemical and Non-chemical Addiction, Workaholism , Social Media</em>”.<br />
Social Media, quindi avrà una grande esperienza e partecipazione, giusto per sapere di cosa sta parlando nelle sue ricerche.</p>
<p>Qui inizia la <strong>prima delusione</strong>.</p>
<p>Il <a href="https://twitter.com/#!/DRANDREASSEN">profilo Twitter ufficiale</a> ha solo 4 quattro) follower tra cui il sottoscritto, segue 4 utenti e ha fatto in tutto 9 tweet. Pochino per una specialista di Social Media. In effetti è entrata in Twitter il 1 Maggio 2012, magari approfittando della festa dei lavoratori per tirare il fiato tra una ricerca e l’altra.</p>
<p><a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/csa_01.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2189" title="csa_01" src="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/csa_01.jpg" alt="" width="863" height="521" /></a></p>
<p>Passiamo al <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=885310373">profilo  Facebook</a>, blidato. Ma qualcosa ci aiuta. Non deve essere molto pratica nemmeno con Facebook in quanto non ha ancora rinominato il suo profilo. Buon per noi perché l’ID parla più di ogni altra cosa: id=885310373 avete letto bene. 885 milioni 310 mila 373. L’ID è <a href="http://www.mindtalk.com/ch/socialmedia#!/post/4e4503a0bf866c0a1f00016c">progressivo</a> infatti Mark Zuckerberg <a href="http://www.mindtalk.com/ch/socialmedia#!/post/4e4503a0bf866c0a1f00016c">ha il numero  4</a> (provate per credere). E Facebook <a href="http://www.webnews.it/2012/04/24/facebook-supera-i-900-milioni-di-utenti/">da poco</a> ha raggiunto i 900 milioni. Questo significa che è iscritta da poche settimane, al massimo qualche mese.</p>
<p><strong>Pochino per una team leader nella ricerca sull’uso di Facebook</strong>.</p>
<p>Proviamo a capirne ancora di più.<br />
Nel profilo Linkedin si descrive come “<em>Clinical Psychologist Specialist, PhD, with widespread experience from research, clinical and organizational psychology. Specialist in Clinical Psychology with emphasize on addictions &#8211; chemical and non-chemical. </em><em>Doctoral thesis: &#8220;Workaholism &#8211; Antecedents and Outcomes</em>&#8220;” e inoltre “<em>Owner at Schou Andreassen Consulting, Associate Researcher in Psychology at University of Bergen, Specialist in Clinical Psychology, Project Manager at The Bergen Clinics Foundation</em><strong>”.<br />
</strong>Negli articoli però ha suggerito un titolo diverso<strong> “</strong><em>Dr. Cecilie Schou Andreassen heads the research project &#8216;Facebook Addiction&#8217; at the University of Bergen</em>.”.<br />
Il sito dell’Università di Bergen riporta la notizia della creazione di una “<em>Bergen Work Addiction Scale</em>” relegata al Work Addiction. Precisa che è stata sviluppata da “<em>Faculty of Psychology, University of Bergen in collaboration with the Bergen Clinics Foundation, Norway, and Nottingham Trent University in the United Kingdom</em>”.</p>
<p><strong>A leggere la notizia di Facebook proprio non si fa cenno.</strong></p>
<p>Questo è il testo completo:<br />
<em>“The new instrument is based on core elements of addiction that are recognised as diagnostic criteria for several addictions. Some people seem to be driven to work excessively and compulsively. These are denoted as work addicts – or workaholics. In the wake of globalisation, new technology and blurred boundaries between work and private life, we are witnessing an increase in work addiction, Doctor </em><em><a href="http://www.uib.no/persons/Cecilie.Andreassen#profil">Cecilie Schou Andreassen</a></em><em> from the Faculty of Psychology at the University of Bergen (UiB) says.<br />
<strong>When work creates conflict. </strong>Andreassen leads the team that has developed the new instrument, which is the first of its kind worldwide. With her background as a clinical psychologist specialist and her work as a consultant for the private sector, she is familiar with the real-life implications of work addiction. A number of studies show that work addiction has been associated with insomnia, health problems, burnout and stress as well as creating conflict between work and family life, Andreassen says. The Bergen Work Addiction Scale was recently presented in the article «</em><em><a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1467-9450.2012.00947.x/abstract" target="_blank">Development of a work addiction scale</a></em><em>» in the renowned Scandinavian Journal of Psychology.<br />
<strong>Degrees of addiction. </strong>By testing themselves with the scale, people can find out their degree of work addiction: non-addicted, mildly addicted or workaholic, Andreassen explains. 12,135 Norwegian employees from 25 different industries participated in the development of the Bergen Work Addiction Scale. The scale was administrated to two cross-occupational samples. The scale reflects the seven core elements of addiction: Salience, mood modification, tolerance, withdrawal, conflict, relapse and problems. The results show the scale as reliably differentiating between workaholics and non-workaholics. The scale may add value to work addiction research and practice, particularly when it comes to facilitating treatment and estimating prevalence of work addiction in the general population worldwide, according to Andreassen.<br />
<strong>Seven basic criteria. </strong>The Bergen Work Addiction Scale uses seven basic criteria to identify work addiction, where all items are scored on the following scale: (1) Never, (2) Rarely, (3) Sometimes, (4) Often, and (5) Always: </em></p>
<ul>
<li><em>You think of how you can free up more time to work.</em></li>
<li><em>You spend much more time working than initially intended.</em></li>
<li><em>You work in order to reduce feelings of guilt, anxiety, helplessness and depression.</em></li>
<li><em>You have been told by others to cut down on work without listening to them.</em></li>
<li><em>You become stressed if you are prohibited from working.</em></li>
<li><em>You deprioritise hobbies, leisure activities, and exercise because of your work.</em></li>
<li><em>You work so much that it has negatively influenced your health.</em></li>
</ul>
<p><em>Andreassen’s study shows that scoring of «often» or «always» on at least four of the seven items may suggest that you are a workaholic.<br />
The Bergen Work Addiction Scale was developed at the Faculty of Psychology, University of Bergen in collaboration with the Bergen Clinics Foundation, Norway, and Nottingham Trent University in the United Kingdom.”</em></p>
<p><strong>Come si vede di Facebook proprio non si parla.</strong></p>
<h3>La ricerca completa è disponibile a <a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1467-9450.2012.00947.x/abstract" target="_blank">questo indirizzo</a> e l’abstract dice esattamente:</h3>
<p><em>Keywords: Assessment; psychometrics; scale; work addiction; workaholism</em></p>
<p><em>Andreassen, C. S., Griffiths, M. D., Hetland, J. &amp; Pallesen, S. (2012). Development of a work addiction scale. Scandinavian Journal of Psychology.</em></p>
<p><em>Research into excessive work has gained increasing attention over the last 20 years. Terms such as “workaholism,”“work addiction” and “excessive work” have been used interchangeably. Given the increase in empirical research, this study presents the development of the Bergen Work Addiction Scale (BWAS), a new psychometrically validated scale for the assessment of work addiction. A pool of 14 items, with two reflecting each of seven core elements of addiction (i.e., salience, mood modification, tolerance, withdrawal, conflict, relapse, and problems) was initially constructed. The items were then administered to two samples, one recruited by a web survey following a television broadcast about workaholism (n = 11,769) and one comprising participants in the second wave of a longitudinal internet-based survey about working life (n = 368). The items with the highest corrected item-total correlation from within each of the seven addiction elements were retained in the final scale. The assumed one-factor solution of the refined seven-item scale was acceptable (root mean square error of approximation = 0.077, Comparative Fit Index = 0.96, Tucker-Lewis Index = 0.95) and the internal reliability of the two samples were 0.84 and 0.80, respectively. The scores of the BWAS converged with scores on other workaholism scales, except for a Work Enjoyment subscale. A suggested cut-off for categorization of workaholics showed good discriminative ability in terms of working hours, leadership position, and subjective health complaints. It is concluded that the BWAS has good psychometric properties.<br />
</em><br />
<strong>Avete letto qualche riferimento a Facebook? Io no.</strong></p>
<p>L’articolo è stato pubblicato il <strong>10 aprile 2012</strong> con il titolo “<a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1467-9450.2012.00947.x/abstract">D<em>evelopment of a work addiction scale</em></a>” sul “SCANDINAVIAN JOURNAL OF PSYCHOLOGY” e firmato da<strong> </strong>CECILIE SCHOU ANDREASSEN, MARK D GRIFFITHS, JØRN HETLAND and STÅLE PALLESEN.</p>
<p>All’inizio di <strong>maggio 2012 spunta una nuova ricerca</strong>, questa volta si dice su 423 studenti (questa è la <a href="http://www.amsciepub.com/doi/abs/10.2466/02.09.18.PR0.110.2.501-517">fonte</a>) e guarda caso<strong> gli autori sono gli stessi</strong> della ricerca “<em>Bergen Work Addiction Scale</em>” ma questa volta cambia nome e diventa magicamente e improvvisamente “<strong><em>Bergen Facebook Addiction Scale</em></strong>”.</p>
<p>Sempre <strong>per pura coincidenza i segnali della dipendenza sono gli stessi dello stress da lavoro</strong>. Insomma un copia incolla del lavoro precedente.</p>
<p>Non solo ma <strong>del famigerato studio sugli studenti nessuna traccia, nessun dato statistico</strong>.<br />
Il caso è davvero strano.</p>
<p>Ho scritto alla professoressa chiedendo i dati grezzi ma ancora non mi ha risposto.<br />
Attendo fiducioso, sempre che sappia usare l’e-mail.</p>
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		<title>IUAV &#8211; fAR &#8211; Appelli sessione estiva a.a. 2011-12</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 09:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>administrator</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Maurizio Galluzzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Si comunica agli studenti che il giorno venerdì 15.06.12 a partire dalle ore 9:00 presso Santa Marta ex Cotonificio &#8211; Aula O1 si terranno le sessione d’esame del Prof. Maurizio Galluzzo di[A02131] ECONOMIA E GEST. INFORMATICA DELLE IMPRESE, [A04010] ECONOMIA &#8230; <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/iuav-far-appelli-sessione-estiva-a-a-2011-12">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/studente01.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2181" title="studente01" src="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/05/studente01.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Si comunica agli studenti che il giorno venerdì 15.06.12 a partire dalle ore 9:00 presso Santa Marta ex Cotonificio &#8211; Aula O1 si terranno le sessione d’esame del Prof. Maurizio Galluzzo di[A02131] ECONOMIA E GEST. INFORMATICA DELLE IMPRESE, [A04010] ECONOMIA E GESTIONE INFORMATICA DELLE IMPRESE, [A01001] FONDAMENTI DI INFORMATICA, [A61005] SISTEMI DI ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI. <span id="more-2180"></span>Le date degli appelli sono visualizzabili a <a href="https://iuav.esse3.cineca.it/ListaAppelliOfferta.do;jsessionid=8E4E9FCDC0EEA6842996D26432963FB2.jvm_iuav_esse3web01">questo indirizzo</a>. Le istruzioni per gli studenti fuori corso sono indicate <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/esami-di-informatica-per-studenti-fuori-corso" target="_blank">qui</a>.<br />
Si ricorda che per partecipare all’esame è necessario essere regolamente iscritti dal 01 all’11 giugno. Il termine entro il quale i laureandi dovranno sostenere gli esami è il 22 giugno.</p>
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		<title>Toolkit Festival a Venezia</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 22:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>administrator</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Segnalo questo evento che si terrà a Venezia dal 3 al 5 maggio. Il Toolkit ritorna a Venezia per la seconda edizione del festival che indaga il tema dell’interattività nelle arti neo-mediali. SISTEMI REAGENTI, titolo scelto per il 2012, esplora quei &#8230; <a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/toolkit-festival-a-venezia">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/04/flyer_toolkit.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2175" title="flyer_toolkit" src="http://www.mauriziogalluzzo.it/wp-content/uploads/2012/04/flyer_toolkit.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Segnalo questo evento che si terrà a Venezia dal 3 al 5 maggio.<br />
<em>Il <a href="http://www.toolkitfestival.com/toolkit/">Toolkit</a> ritorna a Venezia per la seconda edizione del festival che indaga il tema dell’interattività nelle arti neo-mediali. <strong>SISTEMI REAGENTI</strong>, titolo scelto per il 2012, esplora quei processi che conducono a un punto d’incontro al di là della materialità dell’espressione finale: l’intento è quello di mostrare il percorso che si sviluppa parallelamente alla fruizione del lavoro, la progettazione e gli strumenti che l’artista utilizza nella creazione dell’opera.<span id="more-2174"></span></em><em>3 <strong>maggio ore 18:00. </strong>A plus A di Venezia inaugura una mostra di installazione interattive che accompagnerà tutta la manifestazione. I lavori selezionati rappresenteranno un’opportunità per il pubblico di interagire direttamente con le opere. Artisti selezionati: <strong>Liam Alexander (US), Marco Cecotto (IT), Mauro Ferrario (IT), Pink Flamingos (US), Joseph Knierzinger (AT), Ubikteatro (IT), Therudedisign (IT)</strong></em></p>
<p><em><strong></strong></em><em><strong>4 maggio ore 18:00. </strong>Palazzo Ca’ Dolfin, una giornata dedicata alla perfomance interattiva, con collettivi d’artisti che si muovono tra la danza contemporanea e la manipolazione audio/video. Artisti selezionati: <strong>Francisco Godinho (PT), JesterN (IT), Kathleen Delaney Dance Co. (IT/US), Luca Moroni//Masako Matsushita (IT), Parcodiyellowstone + dfe (IT), SapoLAB (IT)</strong></em></p>
<p><em><strong>5 maggio ore 18:00. </strong><a href="http://www.eventiartevenezia.com/joomla/index.php?option=com_acymailing&amp;no_html=1&amp;ctrl=url&amp;urlid=1&amp;mailid=11&amp;subid=645">Atelier Eve Ar:V a Forte Marghera</a> , il collettivo Apparati Effimeri realizzerà una sessione di mappatura video stereoscopica di una superficie murale progettata dal writer Peeta. Nel corso della serata saranno presentati i lavori realizzati dal <a href="http://www.eventiartevenezia.com/joomla/index.php?option=com_acymailing&amp;no_html=1&amp;ctrl=url&amp;urlid=2&amp;mailid=11&amp;subid=645" target="_blank">workshop</a> di video mapping a cura di Claudio Sinatti. Seguiranno 3 live set di elletroacustica. Artisti selezionati: <strong>Cani Giganti (IT), Les MistonS (IT), Maesia//FAX (IT), Vjvisualoop (IT), Apparati Effimeri (IT), Peeta (IT)</strong></em></p>
<p><em>A differenza dell’edizione del 2011, SISTEMI REAGENTI si configura come un festival itinerante, in cui diversi luoghi giorno per giorno ospiteranno eventi specifici. La scelta ha permesso di distinguere i diversi approcci appartenenti alla new media art, individuando così i contesti adeguati per le molte espressioni artistiche possibili: ambienti immersivi, installazioni interattive, performances, danza e musica elettronica si alterneranno a momenti didattici, attraverso un workshop realizzato da Claudio Sinatti sulle tecniche di video mapping contemporanee, incrociando lo studio delle architetture con le più moderne tecniche di progettazione digitale. Il workshop si svolgerà dal 3-4 maggio negli spazi della A plus A e si concluderà con la serata di presentazione dei lavori dei partecipanti a Forte Marghera il 5 maggio, in occasione della notte verde.</em></p>
<p><em>TOOLKIT FESTIVAL nasce con l’obbiettivo di esplorare orizzonti espressivi che fino a pochi anni fa appartenevano esclusivamente alla dimensione del virtuale e che solo oggi, grazie al contributo della tecnologia, si possono tradurre nel tentativo da parte degli artisti di arricchire la realtà dei corpi, dei luoghi e delle architetture mettendo in crisi i modelli tradizionali che appartengono ad una “mostra”. I 3 giorni della manifestazione rappresentano il tentativo di coinvolgere una città ed un territorio in un’esperienza unica, per mostrare come l’interattività non sia una risposta ad uno stimolo bensì un sistema complesso, fatto di idee, persone, luoghi ed energie in rapporto reciproco.</em></p>
<p><em>L’iniziativa è stata realizzata con il contributo del senato degli studenti Iuav e Ca’ Foscari e con la collaborazione della AplusA | Centro Espositivo Sloveno, Eventi-Arte-Venezia, TargetDue e Comune di Venezia – Assessorato alle Politiche Giovanili e Pace. Maggiori informazioni sul <a href="http://www.toolkitfestival.com/toolkit/">sito</a>.</em></p>
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