Lettera aperta a Milena Gabanelli

La puntata di Report che è andata in onda domenica 10 aprile 2011 è stata costruita su due assiomi che si è cercato di dimostrare: che le aziende guadagnano (non l’avremmo mai sospettato) e che i social network rubano la privacy e l’anima.

Il programma è stato un crescendo di mezze verità, costruito doppiando ad arte gli interlocutori, per dare il senso di falsità con pause non presenti nella presa diretta, con voci sibilline.

Una costruzione forzata fatta di imprecisioni, banalità, interviste pilotate e selezionate, con lo scopo di raccontare come i social network siano il male.

La rete si è ribellata e, magari facendosi aiutare, Lei scoprirà che migliaia di persone hanno riversato on line la loro rabbia per una trasmissione sconfusionata, senza senso, che mette insieme virus, giochi on line, soldi, minori, adescatori di bambini.

Un turbine bieco di ignoranza tecnologia e di frasi ripetute a papagallo.

Mi dispiace, Cara Milena, ma i soldi pubblici, quelli che passano per la RAI per arrivare nelle tasche della Sua società che confeziona Report, non possono essere utilizzati per fare del terrorismo psicologico, per raccontare il quasi vero, per sostenere tesi lontane milioni di anni dalla realtà.

Evidentemente la Sua cultura umanistica, che lei spesso rivendica, come la “scarsa dimestichezza” con i mezzi digitali questa volta l’hanno porta fuori strada.

Questo paese ha bisogno di tutto tranne che di falsità, deve crescere culturalmente e tecnologicamente.

Mi spiace che facce note si siano prestate a questa pagliacciata.

Con mutata stima.

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64 Responses to Lettera aperta a Milena Gabanelli

  1. Napolux says:

    In effetti condivido le tue perplessità, ma sinceramente non mi aspettavo niente di meglio da una trasmissione TV.

  2. Una vergogna! dovrebbe essere radiata dall’albo per grave terrorismo psicologico e circonvenzione di telespettatori…

  3. Per la prima volta (a mia memoria) Report ha palesemente toppato, purtroppo!
    Adesso sarà difficile riconquistare stima e autorevolezza, indispensabili per proporsi agli occhi del pubblico come una trasmissione d’inchiesta libera e giusta. Che peccato!

    • Purtroppo già in maggio 2008 topparono facendo un bel botto (e trovandosi nelle condizioni di chiedere pubblicamente scusa): fu un servizio sulle reti Wi-Fi, acquistato e non verificato dall’Inghilterra.

      • Barra says:

        Ricordo quel servizio come una delle cose PEGGIORI mai trasmesse in televisione.
        Penosa ricostruzione, piena di fatti INVENTATI, fonti non citate (più volte hanno nominato “esperti” senza mai dire nome e cognome.

        Ero a casa con parenti, una mia cognata mi ha fatto disattivare il wifi nel router di casa e smontare l’ap wireless dell’ufficio!

  4. Come già ho commentato altrove, il dubbio che mi assale (ed è estremamente sgradevole) è che in troppe altre puntate, su altri argomenti, il livello di ignoranza e “marmellata” sia stato lo stesso. Trattandosi però di materie delle quali siamo meno edotti non ce ne siamo accorti.

    • Emilia Peatini says:

      Purtroppo è lo spiacevole dubbio che questa puntata-verifica, lascia anche a me

    • Mi sa che siamo un tanti con lo stesso dubbio.

    • Beh c’è anche da dire che in molte puntate si capiva chi era il “cattivo” in quanto c’era qualcuno che dava mezze risposte, scappava, portava soldi all’estero e così via. Stasera il cattivo chi era? Facebook? Google? Gli sviluppatori di applicazioni, l’autorità di controllo che non controlla? Boh! Una vera delusione.

    • Francesca Corner says:

      Sono pienamente d’accordo e mi meraviglio che la palese “ignoranza” per un argomento non sia una reale preoccupazione per una trasmissione che deve assolutamente mantenere alta la propria credibilità. Il problema é che REPORT tende ad essere competente su tutto…..onnivora di argomenti e convinta che i propri sostenitori/telespettatori tutto si mangiano, tutto ingoino

  5. Emanuela says:

    Grazie Maurizio, non avrei saputo dirlo meglio. Ho appena finito di vedere, allibita, la puntata di Report di stasera, trasmissione che (generalmente) mi piace, che seguo sempre con attenzione e non posso non chiedermi quanta imprecisione e quante falsità ci siano stati nel trattare altri e ben più importanti argomenti.

  6. Gino pino says:

    E’ stata una bellissima puntata.
    Tutto quello che è stato raccontato è una serie di meccanismi che rivelano il lato oscuro dei SN, è evidente che le reazioni del web sono cosi negative proprio perchè gli utenti non ne sono poi cosi informati.
    Se clicchi su un app facebook, come le migliaia di giochini installabili, i tuoi dati passano in mano a società terze che possono rivenderli per scopi pubblicitari, se vuoi giocare almeno sappilo…
    Si parla di un giro d’affari di milioni e milioni di euro, spesso non in modo evidente ma soprattutto trasparente…
    In questa lettera aperta non c’è una particolare critica verso i vari argomenti, se si trascinasse la Gabanelli in tribunale anche i questo caso saprebbero dimostrare che tutto ciò che è stato detto è assolutamente documentato e realistico.
    Ovviamente è una trasmissione di denuncia, si occupa di svelare le magagne nascoste, se si vuole vedere una trasmissione che inneggia alla vita virtuale e alle sue potenzialità ce ne sono a centinaia..
    L’unico appunto da fare è quello che riguarda la critica verso la responsabilità di google mettendosi dalla parte della (scandalosa) sentenza della cassazione, ma direi che per il resto non c’è nulla di diverso dalla realtà, per quanto gli internauti possano sentirsi feriti o sconcertati di veder paragonata la propria vita virtuale ad un prodotto di consumo e di massa. La realtà dei fatti, in termini di privacy e non, è quella.
    Ciao

    • AleXit says:

      Assolutamente d’accordo con questo punto di vista.
      E non capisco davvero tutti questi commenti allibiti. Le cose che hanno detto sono purtroppo vere, sia che si vogliano vedere o meno.
      E per quanto riguarda l’approfondimento, ricordate che il pubblico di Report non è composto da soli nerd. Anzi, per la maggior parte di esso ritengo che certe parti siano risultate addirittura ostiche.
      Sono arrivati a toccare problemi che spesso sentiamo solo nella bocca degli “addetti ai lavori” (likehijacking, https, ecc ecc) e problematiche delle quali molti utenti sono all’oscuro (o preferiscono ignorare). Se poi uno vuole quegli argomenti se li approfondisce da solo… altrimenti non sarebbero bastate 30 puntate su questi argomenti!
      Saluti

      • Proprio perche’ non tutti sono addetti ai lavori, su certe cose bisognerebbe essere MOLTO precisi. Va bene parlare di login HTTP e HTTPS e dire che quelle HTTP sono “in chiaro” e quindi ci vuol nulla a rubarti la password, ma ci sono molti altri modi per fregarti la stessa. Subito dopo mi dici “ecco i consigli DELLA NASA per scegliersi una buona password”? E che bisogno c’e’ di tirare in ballo la NASA? Si, ok, probabilmente se cerchi riuscirai a correlare quei consigli alla NASA, ma se cerchi bene li correlerai anche a chiunque sia in Rete da piu’ di un anno. Citare la NASA e’ un ovvio trucco (“vah che fighi che siamo, citiamo la NASA”). E’ solo un esempio, ovviamente. Poi e’ vero che HAN FATTO BENE a raccontare su cosa vive FB, visto che questo e’ il mezzo con cui Internet e’ stata sdoganata per milioni di persone; pero’ anche li’ lo han fatto secondo me in maniera un po’ terroristica, tipo “ti puo’ succeder di tutto”. Il punto avrebbe dovuto essere “vai a riguardarti il tuo profilo e, se non vuoi far sapere a TUTTI il tuo numero di cellulare vedi di eliminarlo”. Un conto e’ concorrere alla costruzione di una coscienza critica, un conto e’ terrorizzare.

    • Michele says:

      Assolutamente d’accordo, nulla da aggiungere

  7. salvio says:

    Ecco, la penso come Alessandro Nasini, ma le mie sono certezze.

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  9. Condivido l’analisi anche se… “a caldo”. Trasmissione insopportabile.

  10. Alessandro says:

    Non è che voglio fare l’avvocato della Gabanelli però questo articolo, per parafrasarlo, è un “mezza verità”, io c’ho visto solo un invito ad essere più ponderati nell’utilizzo di FB o cmq di avere più coscienza quando si naviga, per il resto non mi sembra che abbiano preso una posizione pro o contro. Hanno parlato di navigazione anonima, e di fare più attenzione ai termini e condizioni di uso, boh, io di solito sono molto scettico quando la tv parla del web, però non ho visto questa puntata come una critica a tutto tondo, anzi… evviva il web che ci permette di criticare quando una cosa ci piace o no :) cmq domani c’è la videochat con l’autrice del pezzo… quindi glielo si può dire in faccia!

  11. Tommaso says:

    Vedendo report stasera, su un argomento che bene o male conosco, mi sorge il dubbio su quanta disinformazione producono in realtà gli altri servizi…
    E comunque ancora una volta l’accoppiata Italia e giornalismo tecnologico si rivela decisamente pericolosa.

    Forse però è venuto anche il momento di darsi da fare per cambiare le cose no?!
    Chi è del “settore” non fa altro che criticare e parlare di futuro, futuro e futuro. Porta l’acqua solo al suo mulino e alla fine non si fa mai nulla per informare veramente chi ne ha “bisogno”.

  12. Quella di stasera è stata una puntata a dir poco patetica: un mix di luoghi comuni e terminologie apparentemente veritiere e certificate.
    Lavorando e vivendo su internet da parecchi anni mi rendo conto perfettamente dell’ignoranza mondana per l’argomento, ma spero sempre che il livello di conoscenze si alzi, anche solo leggermente, anche se questo non è per niente facile; la puntata di stasera invece temo abbia reso immediatamente la situazione peggiore di quanto non lo fosse finora.
    Sono d’accordo con la lettera e vorrei metterci la firma, ma la ritengo “uno sfogo iniziale”, nel senso che se le si dice che non sa nulla dell’argomento potrebbe essere come parlare al vento, se le si fa notare la verità è più probabile che si ricreda.

  13. Giuseppe says:

    mancava solo lo “tsunami” di Report stasera! Devastante per la rete in generale e per gli addetti nei social media, sopratutto per coloro che operano con le PMI.

  14. davide says:

    Per quanto sia d’accordo che la puntata fosse intenzionata a dare una “determinata”immagine del web 2.0 e dei differenti social media devo invece pormi un pò controcorrente. Il mettere il consumatore o utente medio a conoscenza di determinate politiche di Facebook(vedi seppukoo e censure asuo seguito), dei,secondo me, abusi di determinati creatori di applicazioni circa l’utilizzo dei dati personali degli utenti e di alcuni rischi che si corrono sul web sociale non può far altro che giovare alla rete, istruendo utenti più consci dei vantaggi e svantaggi del partecipare alle differenti conversazioni sul web.

  15. Mario says:

    Non vorrei che anche nei commenti si contribuisse alla confusione creata da Report… non mi piace leggere vita virtuale (cioè inventata e non reale!) chi utilizza i social non deve costruire un vita virtuale … ma SE VUOLE deve condividere digitalmente le proprie passioni!

  16. Roldano says:

    73% of Brits would rather be on Facebook than watch TV…

    http://lissimattia.com/2011/04/10/sm/facebook-vs-tv-in-infographic/

    chissà perché in TV si spara alzo zero contro Facebook ;)

  17. Davide says:

    Con questo commento attirerò su di me una marea di insulti e critiche ma sono pronto a questo.

    Sinceramente mi aspettavo una reazione diversa da parte della rete, una specie di risveglio dal sonno provocato dai social. Invece ormai gli internauti sono saturi di social e li difendono a spada tratta.

    Nel 2007 all’hackit di Pisa si è discusso molto di quanto illustrato oggi a report.
    Ovvero ci si chiedeva: Come fa la gente a condividere tutte le proprie informazioni personali (perfino quando uno esce di casa) in rete senza battere ciglio?

    Ora siamo nel 2011 e come logico che sia molte cose sono cambiate. Tuttavia la gente è sprofondata molto più in giù di quanto avremmo mai potuto pensare.
    “sono tornato da Milano” “ho mangiato da pizzaamico” “esco con Carlo Giotto” “il mio cane ha la febbre” “sto bevendo una coca cola con ghiaccio delle Maldive” “ho mal di schiena” “sto pensando al Vietnam” ecc…

    Questo scrive la gente su facebook e co. o peggio ancora “Anna ti amo tanto ma sei stupida” scritto sulla bacheca di Anna senza pensare che tutti lo possono leggere.

    Conosco persone che sono arrivate a picchiarsi per un post in wall su facebook. Gente che per uno stato sentimentale su fb ha mollato la ragazza ecc…

    STOP.

    Ora pensate di passare al vostro vicino di casa un foglio con scritto tutto quello che avete fatto durante la giornata. Ogni giorno. Ogni ora. Ogni secondo.
    E pensate al vostro vicino che prende questo foglio e lo appende su un bel tabellone nella piazza della vostra città!

    Lo fareste? sicuramente no!

    Personalmente ho fatto pure dei test sociali. Ho chiesto a dei miei amici cose abbastanza personali (che però in passato avevano condiviso su facebook), la loro reazione è stata difensiva e subito si sono insospettiti dicendo <> <> <>.

    Insomma nella vita normale nessuno si sognerebbe di regalare queste informazioni, anzi.

    La verità è che ci siamo dentro tutti, pure io, e quindi questo ci da fastidio. Pensiamo a quando facciamo un errore ed arriva qualcuno che ce lo rinfaccia, spesso si reagisce male.
    La stessa cosa è successa oggi.

    • davide says:

      Ciao Davide. Più che l’immersione in face devo invece dirti che penso che la reazione di molti sia dovuta in quanto sono “operatori” del settore :) . E lo dico senza alcuna accusa,solo che ovviamente devono difender eil loro lavoro

      • Davide says:

        Anche io sono operatore del settore e non vedo alcun danno in quanto detto su report.

        Alle aziende a cui offriamo consulenza non interessa se i singoli privati si fanno ipnotizzare dai social network. Alle aziende interessa vendere il prodotto, e soprattutto ora con la crisi non c’è tempo di gingellarsi in questioni morali.

        Quindi questo scudo non serve a nulla se non a creare un alibi a tutti coloro che hanno regalato la loro vita privata alla rete.

    • @Davide quella che hai descritto è una conseguenza sulla quale nessuno potrebbe ridire perchè vera, ma questo fenomeno esiste già da parecchio tempo, partendo dalle reti IRC, in cui la gente chattava nascosta da un nickname inventato.
      E’ un effetto della rete quello di riuscire ad esprimersi più liberamente (o almeno, è quello che ho sempre osservato, penso che studierò un pò di psicologia per averne la conferma).

      Ma le critiche al programma ci sono: parliamo dei ban.
      Facebook è in grado di bannare un utente quando vuole, ma gli conviene? Questo avrebbe un effetto domino estremamente negativo, quindi ci pensano su due volte prima di bannare un utente. Ho sentito la ragazza del video dire che era stata bannata “al click”, ora, i filtri automatici sono una grandissima cosa, ma non si possono applicare in questo contesto, io potrei scriverle una parola che presa da sola apparirebbe come parolaccia, ma nel contesto non lo è; oppure potrei scrivere sulla bacheca e scrivere di nuovo sulla bacheca il giorno dopo da Londra, non mi sembra un motivo di ban.

      Ho sentito anche parlare di democrazia su Facebook, spero che qualcuno intervenga dicendomi che ho sentito male, ma nel caso avessi sentito bene: è uno scherzo, vero? Spero non rientri in nessun colore politico questo pensiero: inizio a credere che la gente sia talmente abituata alla parola “democrazia” da non vedere che Facebook è un’azienda.

      • Davide says:

        Beh non penso sia paragonabile facebook ad IRC.
        Facebook mi chiede nome, cognome, anno di nascita, luogo di nascita, indirizzo di residenza, stato sentimentale, numero di telefono ecc…

        Su IRC scrivevi un nick a caso, oggi eri Napoleone e domani Stalin.

        Che gli errori ci siano stati è vero. Ad esempio il tipo che diceva di aver perso l’account in quanto aveva una password facile con il commento “se riescono ad entrare in connessioni https pensate in quelle http”. Con la password entri anche se c’è la NATO davanti alla casella di posta.

        Ma gli errori vengono fatti in tutte le puntate. Solo che nessuno si lamenta se si fa errori sulla politica, sull’economia ecc.

    • Gionn says:

      Davide, stai ignorando il fatto che non è obbligatorio partecipare ad un social network, e io potrei benissimo prendere la tua penna e usarla come arma impropria, ma non per questo per usare una penna c’è bisogno del porto d’armi. In altre parole, ognuno è responsabile di quello che pubblica. E se lo fa senza capirne le dinamiche, beh, sono affari suoi.

      • Davide says:

        Concordo come ho scritto più giù.

        Ma ti riporto che mi è stata detta qualche settimana fa:
        “Tu non usi facebook? ma è perchè hai problemi sociali?”

        Accompagnato da uno sguardo di compassione come fossi un cagnolino abbandonato in autostrada.

        A me non frega nulla anzi! ma alla maggior parte dei ventenni una frase del genere puo’ provare gravi preoccupazioni. (purtroppo).

  18. occhio_di_bue says:

    Condivido quanto detto da Davide qui sopra.
    Posso anche dire, che in molti altri servizi di Report, sono state commesse delle imprecisioni. Ma questo è vero per qualsiasi campo. Io no ho visto tutta la malizia che ha visto Maurizio Galluzzo. Mai sentito dire “è la stampa bellezza!” ?

    • Davide says:

      Qualsiasi servizio è criticabile. Anche in passato si sono dette cose non vere ma nessuno ha fatto questo “casino”.

  19. Ho analizzato la puntata di ieri, ha avuto degli ottimi meriti di portare alla luce temi assolutamente non trattati mai in tv, pur cadendo in contraddizioni ed errori.
    Ma ha lasciato spazio a siti indipendenti di giornalismo online ( chi mai ne ha parlato ? ) e ha sottolineato la mancanza di leggi per Internet in Italia e via dicendo. Lo stesso Facebook e la privacy online in generale sono un proble che deve essere regolamentato e che le stesse Big Internet Company lo sanno e stanno cercndo di muoversi con la Ue o gli Us ain questa direzione:
    Il mio articolo lo potete trovare qui ( http://www.webmasterpoint.org/news/report-dedicato-ad-internet-rivolta-in-rete-a-me-e-piaciuto_p40191.html )

    Ciao

    Marcello Tansini

  20. Pingback: Report e i Social Network - Napolux.com

  21. Alessandro Z! says:

    Sono rimasto senza parole, senza consonanti, senza vocali

  22. Pietro says:

    Davide, guarda che il punto non è

    “Anna ti amo tanto ma sei stupida” scritto sulla bacheca di Anna senza pensare che tutti lo possono leggere

    ma

    “Anna ti amo tanto ma sei stupida” scritto sulla bacheca di Anna proprio perchè tutti lo possano leggere

    • Davide says:

      Hai mai incontrato persone che ti dicono:
      <> e poi gli rispondi <>.

      Non tutti riescono a concepire il fatto che facebook è pubblico. Pensano che quello scritto su facebook resti dentro a facebook ;)

      • Davide says:

        il commento è stato mozzato.

        Comunque era:

        A: tu come fai a saperlo?
        B: l’hai scritto su facebook

  23. Alessandro says:

    @Davide
    Scusa eh ma quello che è assurdo di ciò che dici è che NESSUNO obbliga nessun’altro a usare facebook, twitter, 4square ecc ecx.
    Se lo fai accetti che quello che scrivi verrà poi condiviso con gli altri.
    Vuoi la privacy? Non usarlo
    È un po come prendersela con la Ferrari se un dixiottenne neopatentato si schianta al volante della Ferrari stessa.
    Se scrivo; xxx ti amo ma sei stronza, me ne assumo le responsabilità. La colpa è mia non di FB.
    Trasmissione scandalosa chr smaschera definitivamente il “sistema gabbanelli” e le relative baggianate che ci propina da anni.

    • Davide says:

      Alessandro, concordo sul fatto che si è liberi di non usarlo.
      Io stesso ho usato facebook per 3 mesi (con moderazione) e poi ho cancellato tutto per quel poco che avevo pubblicato.

      Il problema è che la massa non sa che i dati pubblicati sono archiviati per sempre! Non lo sa!
      Hai mai provato a fare un sondaggio fra la gente comune?

      Io si ed ogni volta che dico “ad un comune mortale” che facebook archivia tutto e che anche se si cancellano certe cose sulla bacheca restano comunque a sua disposizione, la gente cade dalle nuvole e si scandalizza.
      Ho detto queste cose ormai a 50 persone fra amici e amici di amici. Su 50 solo 6-7 non si sono stupiti.

      Non è che dire questo porta al fallimento di facebook. Nessuna persona di quelle da me interpellate si è cancellata da facebook ma almeno lo usano con più responsabilità.

      Su twitter c’è chi ha scritto: “Leggo tante critiche a #report. Forse non tutti hanno capito che doveva spiegare delle cose,teoricamente, allo stesso pubblico del G.F.”

      Le persone che hanno commentato questo articolo sono tutte o quasi professionisti della rete. Gente che con facebook e google ci lavora.
      Pure io. Sono un webmaster e mi occupo di SEO e consulenza di webmarketing.

      Anche io uso i social e cerco di farlo con la testa. E’ la stessa cosa dei virus per PC.

      Ogni settimana qualcuno mi chiama per sistemargli il PC pieno di virus mentre il mio, guarda caso, non ha mai virus.
      Tuttavia non per questo non bisogna dire alla gente che non esistono i virus e che non bisogna difendersi, anzi.

      Cosa bisognava fare? non parlare di facebook? oppure dire solamente che facebook è l’unione dei popoli?

  24. Emma says:

    Premetto che ho visto solo una parte della trasmissione ieri sera e che sono una fruitrice (non professionista, ma solo per svago e diletto) della rete ormai dal 2000, quindi so bene di cosa stiamo parlando.
    Sinceramente non capisco questo accanimento contro la Gabanelli.
    A parte gli adolescenti, che per altro dovrebbero essere “tallonati” almeno a distanza dai genitori quando navigano, chiunque utilizzi i SN, i forum, i blog dovrebbe essere perfettamente consapevole che viene tracciata anche l’aria che respira. Così come d’altronde chi possiede ed utilizza un cellulare.
    Qual è il problema? Di cosa ci stiamo scandalizzando, esattamente?

    • Del poco rigore tecnico. Non e’ che uno (men che meno un giornalista) “per semplificare” ha il diritto di dire robe inesatte. C’e’ il modo di dire cose che illuminino il “newbie” e contemporaneamente non scandalizzino l’esperto; questo ieri sera non e’ stato fatto. Per semplificare troppo, in piu’ punti si e’ caduti nel pressapochismo e nella spettacolarizzazione. Credo che la puntata nella sua globalita’ non sia stata sottoposta ad una supervisione tecnica “di qualita’”; questo e’ un peccato. Un’altra occasione perduta. Poi, che sia sempre meglio che niente per spiegare a tutti quelli che non ci erano ancora arrivati (che sono tanti, eh) su che cosa ci guadagna Facebook, ok, siamo d’accordo.

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  28. Mario says:

    Mi sembra interessante il metafenomeno: un buona parte del pubblico di solito molto “amico” di Report, ma anche amante della Rete e dei social-cosi, ha scoperto sulla propria pelle i meccanismi della pur efficace macchina informativa della Gabanelli. In particolare
    1) servizi che quasi sempre non hanno un fuoco preciso, ma mettono insieme cose diverse sullo stesso argomento
    2) il servizio che viene “unificato” dal tono generale della narrazione, solitamente irridente-di-denuncia
    3) una cultura giornalistica “del sospetto” piuttosto che “del dubbio”.
    Resta che la trasmissione e i suoi servizi sono, nel panorama televisivo italiano, quanto di meglio — ma hanno dei difetti strutturali, direi di scelta editoriale che in questo caso sono stati evidenti anche a una parte del pubblico che non aveva pregiudizi negativi.

  29. Pingback: Le reazioni scomposte del “popolo della rete” alla puntata di Report su Internet | Lorenzo Lazzeri

  30. Laura Di Palma says:

    Anch’io ho visto solo in parte la trasmissione della Galbanelli, e di solito non ne sono tanto attirata, anche se riconosco che lei è una brava e coraggiosa giornalista.
    Sono d’accordo con Emma: sono consapevole di essere sempre molto controllata: da facebook al bancomat al cellulare, alla tessera del supermercato, ecc., dunque su di me Report non ha avuto un effetto terroristico, ma, magari, mi ha semplicemente rafforzata nell’abitudine ad utilizzare facebook, così come altri mezzi, in modo accorto.
    Quanto alle persone che mettono in campo cose troppo private o che sono maleducate o offensive nella comunicazione, questo avviene su facebook, ma anche in tante altre situazioni. Per quanto mi riguarda, anche su facebook scelgo attentamente amici e piani di comunicazione.

  31. Fortunatamente leggo qualche commento in difesa della Gabanelli. Il servizio, che mi ero perso e che ho visto stamane dopo aver letto l’alzata di scudi, rivela una serie di fatti che dovrebbero essere ben noti agli operatori del settore e spero abbia il merito quanto meno di fare essere i genitori più attenti a ciò che i proprio figli (future forze lavoro) fanno sui SN.
    Mi sono trovato su FB ad avere il mio commento di sostegno alla Gabanelli cancellato da uno dei suddetti operatori, che evidentemente non gradiva una voce fuori dal coro.
    Per chi fosse interessato, ecco il link al mio blog post (mi scuso per il fatto che sia in inglese): http://bit.ly/gjZVey.
    Personalmente, darei un centinaio di esperti italiani di social network per una Gabanelli.

  32. Francesco says:

    Io non ho visto la trasmissione ma ne ho parlato con chi l’ha fatto e da subito ho capito che c’era nel racconto qualcosa che non mi quadrava. Questo mezzo, facebook, come tanti altri, nuoce solo a chi ne fa un uso di vita, come tanti altri mezzi potenti di comunicazione è pericoloso, pubblico, aperto e quindi facile tramite di “malattie”, di contro è anche vero che molte delle “rivoluzioni” moderne e non parlo solo di tecnologia le si devono a internet e a ciò che nel bene e nel male mette a disposizione la rete globale. Mi spiace che, anche per me, la Gabanelli abbia preso un grosso abbaglio, se così stanno le cose, e le consiglio di non prestare più il fianco a facili paragoni e accostamenti per gli innumerevoli denunce e servizi che, assieme alla sua redazione, è stata in grado di farci conoscere e dei quali tutti ne condividiamo le storie e i fatti. Se poi la nuova linea di Report sarà guardare ostinatamente il bicchiere mezzo vuoto ognuno prenderà le proprie decisione e ne motiverà le scelte.

  33. Paolo says:

    Ritengo la reazione della rete spropositata e ingiusta. E’ chiaro che tutti gli addetti ai lavori non accettino che questi argomenti vengano trattati con superficialità e senza dettagli, ma il target della tv generalista e di report sono coloro che tanto informati non lo sono, e queste informazioni possono solo contribuire ad aumentare il livello di attenzione.
    Si è posto l’accento solo sugli aspetti negativi di FB e Google, ed è giusto, quanto sono utili, divertenti, indispensabili lo sanno già tutti, ma nessuno poi legge le clausole dei contratti, tutti usano password banali e condividono di tutto. Far capire i rischi non è terrorismo, è informazione. Report fa un grande servizio pubblico, se una volta non si scaglia contro il potente di turno, che tutti sono pronti a condannare, ma cerca di fare informazione su un fenomeno sociale tutti a scagliare pietre. Questa autodifesa della rete che non ammette di essere messa in discussione dalla TV proprio non mi piace.

  34. Pingback: #report e la rete | Enrico Rubboli

  35. Giacomo Ratta says:

    Ha senso disgustarsi e rovinarsi le giornate guardando la TV?
    Io ormai vedo solo lo sport (F1 e MotoGP) ma potrei benissimo farne a meno.

    Ieri mi ha chiamato mio padre e ha detto di vedere Report che reputo un’ottima trasmissione ma non guardo per non incazzarmi con il mondo! :D
    Ieri l’ho vista…
    Effettivamente era ricca di imprecisioni ed era volta a terrorizzare gli utenti.

    Che forse non è male… su Facebook si sta degenerando!
    Mi capita di vedere certe cose… vabbè, lasciamo perdere.

    Ciao Maurizio, speriamo che questa tua lettera arrivi a destinazione.

  36. walter says:

    Qualcuno sarebbe cosi cortese da spiegarmi il significato delle seguenti definizioni?
    Il popolo della rete
    la rete, intesa come entità pensante.

  37. Chiara says:

    non pubblica i commenti sfavorevoli?

  38. fabio says:

    Mi sarebbe piaciuto vedere riconoscere ben il livello di correttezza deontologica di questo programma. Anche quando propone tesi che ci piacciono o ci solleticano non si può non notare che usa tutta una serie di tecniche che non toccano nemmeno di striscio il buon giornalismo (montaggi studiati, controrepliche taglienti in studio, drammatizzazioni varie volte ad evidenziare i buoni e i cattivi…).
    Ma no, da anni mi devo sorbire il “Report, grande esempio di giornalismo”….

  39. danilo says:

    Credo, che sarebbe giusto far sapere agli utenti, che l’azienda identificata per UNA (1) mail indirizzata alla Stefania Rimini (alla quale sono seguite nello stesso giorno di invio, scuse ufficiali in altre ben DUE mail dell’azienda in questione, alla S. Rimini di Report) nel servizio andato in onda su Report RAI3 “il prodotto sei tu”, nel quale si ravvede una multa di euro 20.000,00 come specificato nel servizio, a fronte di ciò la stessa Azienda è stata messa in liquidazione dal suo amministratore e interotti rapporti di lavoro con tre professionisti Web…..qualche disoccupato in più …a causa loro…

  40. danilo says:

    …forse sarebbe opportuno anche far sapere..senza possibilità di smentita …che i signori di Report…andati a fare l’intervista sulla mail inviata alla Stefania Rimini, sul brutto modello delle “Iene”, sono stati a loro volta ripresi……..integralmente, …con il loro approccio amichevole e beffardo verso una signora anziana peraltro neppure parte in causa delle loro domande, perchè titolare di un altra totalmente estranea attività…
    ..se 1+1 mi da 2, il servizio nel complesso lo lascio giudicare a voi, noi possiamo ribadire
    un vecchio detto Buddista, che recita: ” …per quanto un Somaro vada lontano….non tornerà mai Cavallo”

  41. danilo says:

    …questa è un indiscrezione..molto attendibile dell’ultima ora…lascio a voi il dilemma di moderare…. ” Certo è, che lo spam quotidiano che riceve Report come qualsiasi altro indirizzo di posta elettronica è notevole…e non è stato facile individuare una mail che non fosse protetta (mailup..google…ecc..) ..ne abbiamo individuato per fortuna una mail
    di marketing con nessuna protezione dei (potenti lo aggiungo io)Web Marketing…. e dunque nessun problema per noi, non vogliamo grane”

  42. danilo says:

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8f9a21ae-0644-45bd-8033-9787b08f2704.html
    Ma questa intervista “pirata” è stata mai autorizzata?
    e con la Privacy…come la mettiamo?
    Attenti a scrivere mail a Stefania Rimini…potrebbe tranquillamente denunciarvi,
    sputtanarvi, e se possibile mettervi sul lastrico con una bella multa da 20.000,00 euro..
    Attenti ragazzi REPORT è lesivo …se dovete mandare una mail a Report consultate prima un legale, ma non uno qualunque, ma bensì un esperto del settore !!
    Attenzione !! Atenzione!!! spargete la voce nella rete libera.
    Avete un telecomando …usatelo.

  43. danilo says:

    vedo …e sento ..che il mio commento è rimasto inascoltato…
    ed allora passiamo alla fase 2
    A breve verrà pubblicato un video di controinformazione sul servizio di Report
    “il prodotto sei tu” con tutte le omissioni fatte anche da esperti del settore,
    e postato sui vari siti…vediamo quanto ci mettono a levarlo dalla circolazione.
    ma noi lo ripubblicheremo all’infinito….
    La rete è libera