Open Data per la promozione del territorio

Appunti per una conferenza sull’uso degli open data per la promozione del territorio.
Ritengo sia doveroso approfondire l’argomento “Open Data per la promozione del territorio” mettendo in campo alcuni elementi che ritorneranno nella discussione.

 

Turismo VS Turismi

La prima cosa è che dobbiamo parlare di “turismi” e non di “turismo”.
Turismo è il settore, turismi sono le modalità e le esperienze che vengono fatte.
Allo stesso modo un territorio può avere diverse stratificazioni e ontologie quanti sono i modi di “fare turismo”.
Negli anni si sono cercate di dare delle possibili aggregazioni delle modalità di turismi raggruppandoli in base alla finalità e all’uso che ne viene fatto.

Si parla di

  • Turismo balneare > rivolto alla visione più alla visione edonistica, personale in cui l’elemento sociale è corollario dell’esperienza.
  • Turismo termale > che parte dalla base del turismo balneare e sposta l’attenzione sul benessere o sulla cura
  • Turismo di distacco > Ci si allontana dai propri luoghi abituali per entrare in uno spazio con minore complessità relazionale, interpersonale, sociale. Pensiamo al turismo in montagna, collina o campagna. Prevale una narrazione legata ad un poco identificato concetto di natura e naturale.
  • Turismo sportivo > dove l’obiettivo è frequentare un luogo che ha caratteristiche tali da poter svolgere uno sport non disponibile altrove. Pensiamo alle vacanze sulla neve.
  • Turismo nelle città d’arte > In questo caso prevale la ricerca estetica, talvolta culturale. Viene inteso spesso dai turisti stranieri come una moderna versione del Grand Tour che potevano permetterselo solo gli aristocratici europei a partire dal 1660 e che trovano proprio nell’Italia la meta più ambita, alla ricerca del classicismo fino al rinascimento. Qui dentro comprendiamo il turismo per musei, parchi archeologici, ecc.
  • Turismo religioso > che ha delle mete ben precise e dove l’aspetto devozionale prevale sulle altre scelte quali il benessere personale.
  • Turismo per shopping > L’orientamento è quello di andare in un luogo diverso ma con l’obiettivo di acquistare merci. Pensiamo ai mercatini di Natale.
  • Esiste poi un turismo diffuso, meno strutturato che può essere di prossimità (quello che confina con la scampagnata) e che in questo periodo viene spinto anche in maniera manifesta da operatori internazionali come Airbnb.

Un elemento importante quando si parla di modelli turistici è quello che viene confuso con una forma di turismo ma in realtà è un viaggio con meta. È dove il tempo di viaggio è maggiore rispetto al tempo dedicato alla visita dei luoghi ed avviene ad una velocità incompatibile con il pieno godimento degli spazi e paesaggi.

Pensiamo i coast to coast piuttosto che ai viaggi in moto o in auto intrapresi da decine di migliaia di persone nei weekend. Ribadiamo la caratteristica:

tempo di viaggio lungo > tempo di permanenza basso > velocità elevata

Spesso privo di pernottamento.

In questo caso il luogo di destinazione è quasi insignificante rispetto alla motivazione del viaggio.

Disegnare l’esperienza

La progettazione di esperienze per la promozione dei territori deve prendere in considerazione l’insieme degli elementi che contribuisco a far si che l’esperienza sia tale.

Non è pensabile disegnare i percorsi partendo da mappe o insistendo su sedimi preesistenti.

Così come è ingenuo pensare di utilizzare il cammino minimo (o shortest path) che troviamo della teoria dei grafi  per identificare quel percorso che collega, minimizzando la somma dei costi associati all’attraversamento di ciascun arco. In passato si è usato e taluni ancora utilizzano l’algoritmo di A* che utilizza una stima euristica per ottimizzare i tempi.

Disegnare un percorso turistico su una mappa non è un problema ne geometrico ne di georeferenziazione: è un insieme di discipline di cui quelle prettamente tecnico-operative sono trascurabili.

L’experience design è un insieme di discipline che devono cooperare insieme e non possono mancare di aspetti legati alla psicologia, al comportamento e alla gestione delle emozioni.

Parliamo dei dati

I dati possono riguardare diversi aspetti: quello cartografico, geomorfologico, topografico, ecc. che si attuano attraverso tecnologie piuttosto mature come il GIS che si utilizza da oltre 35 anni anche in campo turistico o il Web GIS che si insegna all’università dal 1995. Non sono certo delle novità.

Allo stesso modo ormai diamo per scontato che i sistemi di navigazione possano basarsi su una rete di connessioni e collegamenti tra punti.

I principali provider di dati, in primis Google ma non solo, sono in grado di segmentare in maniera continua i tratti per assicurare informazioni ulteriori come il traffico o la velocità di scorrimento.

In tutti questi anni si è sempre cercata una funzione che andasse oltre la semplice georeferenziazione del dato che ma che assumesse un vale estrinseco.

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