Superga inciampa sul coccodrillo

sup03Non ci voleva un gran genio per capire che scrivere “in vera pelle di coccodrillo” avrebbe fatto rizzare i capelli a più d’uno. E invece no. Superga lancia a 850€ le scarpe in vero coccodrillo Estreme 2750-Crocodile e subito sui social network esplode la polemica. Una azione di marketing decisamente mal riuscita e chi dice “purché se ne parli” non ha capito che l’affezione a un prodotto, la relazione tra comunicazione e decisione di acquisto passa ormai attraverso la comunicazione di sentimenti positivi, condivisibili, inattaccabili.

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Qualcuno solleva il dubbio che il commercio di pelle di coccodrillo sia proibita. No, lo è solo per alcune specie e in alcuni paesi secondo la Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora. Queste pelli probabilmente arrivano tramite la Cina o altro paese con scarsa attenzione ambientale e animalista e questo ne confonde le origini.

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I più razionali citeranno la solita solfa su “anche le altre scarpe sono fatte con gli animali, e anche le cinture…”. Si, vero. Ma a parte il fenomeno delle scarpe e accessori vegan che sta prendendo piede (è il caso di dirlo) in molti paesi, non è solo importante cosa comunichi ma come lo comunichi.
Superga, credo involontariamente e lo vedremo nelle prossime mosse, ha deciso di giocare la carta della “vera pelle di coccodrillo” e certamente una parte di pubblico tamarro a cui quelle cose piacciono lo raggiungerà. Dovrà spendere di più per “farsi aiutare” a uscire dal pantano da giornalisti e blogger compiacenti. Ma questi non mancano mai. Non sono mica in via di estinzione.

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UPDATE.
Il post su Facebook è stato rimosso da Superga. Ma chi gestisce i social media? Un bimbominkia? In ogni caso questo conferma che si è trattato di uno scivolone.

Grazie a Epic Feli per le immagini che Superga aveva cancellato.