Molto spesso, troppo spesso, continuo a vedere in bibliografie, link e articoli URL (Uniform Resource Locator) ovvero indirizzi di siti o pagine web seguiti da centinaia di caratteri non sono del tutto inutili ma difficilmente interpretabili.
Un URL (Uniform Resource Locator) è l’indirizzo unico e specifico utilizzato per individuare risorse su Internet, come pagine web, immagini o documenti. Digitato nella barra del browser, permette di raggiungere una risorsa specifica (es. https://www.google.com), funzionando come una mappa per navigare nel Web.
Ecco un esempio di indirizzo copiato e inserito erroneamente, dopo aver amputato la parte inutile e il link finale (consigliatissimo):
Chiariamo una volta per tutte la questione.
Il doppio apice “” non deve essere, ovviamente utilizzato ma serve solo a definire l’inizio e la fine della stringa oggetto della discussione.
Le parti dopo il punto interrogativo (?) in un URL si chiamano query string (stringa di query) o parametri URL. Servono a inviare dati specifici al server per personalizzare la pagina visualizzata (ricerche, filtri, tracciamento). Sono strutturate in coppie chiave-valore (es. “?ricerca=scarpe”), spesso collegate dal simbolo “&”. Non vanno mai utilizzati spazi “ ”.
Aspetti chiave della query string
- Punto interrogativo “?”– Segnala l’inizio dei parametri e separa l’URL di base dalla query string.
- Coppie Chiave-Valore – Ogni parametro è formato da un nome (chiave) e un valore, separati da un segno uguale “=”. Esempio: “?categoria=libri&ordine=prezzo”.
- Separatore “&” (Ampersand) – Utilizzato per aggiungere più parametri alla stessa stringa.
Vediamo alcuni utilizzi comuni
- Motori di ricerca – “google.com/search?q=cosa+sono+url”
- Filtri e-commerce – “sito.com/prodotti?colore=blu&taglia=m”
- Tracciamento (UTM) – “indirizzosito.com?utm_source=facebook per monitorare la provenienza”
A differenza del frammento (che inizia con “#”), la query string viene inviata al server per elaborare informazioni dinamiche.
