Lezioni per Dottorato in Cognitive Design – Intelligenza Artificiale e semplificazione delle culture

Lezioni al dottorato in Cognitive Design: Evoluzione Integrata di Uomo e Tecnologia nella Nuova Era Produttiva


Lezione di Maurizio Galluzzo e supporto al Workshop a cura di Emma Bortolotti.

Titolo: Intelligenza Artificiale e semplificazione delle culture

Abstract:  Esploreremo l’impatto delle tecnologie algoritmiche sui processi di trasmissione e interpretazione del sapere analizzando come l’intelligenza artificiale tenda a ridurre la complessità del mosaico culturale a modelli statistici prevedibili e uniformi. Attraverso l’esame dei bias cognitivi e delle dinamiche di standardizzazione dei contenuti si riflette sul rischio di una progressiva erosione delle sfumature identitarie e delle diversità locali in favore di una narrazione globale semplificata e ottimizzata per il consumo digitale. L’obiettivo è stimolare una visione critica verso l’automazione della cultura mettendo in luce la tensione tra l’efficienza tecnologica della sintesi e la necessità umana di preservare l’ambiguità e la profondità tipiche dell’esperienza intellettuale contemporanea


Materiali per la lezione

How LLMs Actually Work

L’ecosistema AI di Edoardo Midali – Link a Youtube

 


Informazioni sul dottorato

Lezioni al dottorato in Cognitive Design: Evoluzione Integrata di Uomo e Tecnologia nella Nuova Era Produttiva

La digitalizzazione della produzione industriale è entrata in una nuova fase evolutiva. La sua architettura sta per subire un’importante mutazione alimentata dall’emergere di nuove generazioni di tecnologie hardware e software, da una cultura digitale popolare diffusa e da una verticale riduzione dei costi di tecnologie e servizi.

Nelle industrie manifatturiere dopo meccanizzazione, elettrificazione e introduzione della catena di montaggio (taylorismo) si è fatto spazio il concetto di automazione che ha prodotto una netta separazione tra uomo e macchina che, a sua volta, ha portato al subordine e alla riduzione, fino all’espulsione, della componente umana.

L’informatizzazione degli strumenti dell’industria manifatturiera ha superato questo concetto di automazione. I modelli procedurali ed organizzativi, le qualifiche, le limitazioni, non sono più adeguati. Il radicale cambio di paradigma determina una completa riscrittura del “manuale”.

A rendere questo cambiamento ancora più profondo e pervasivo è il tandem cultura digitale popolare e verticale riduzione dei costi delle tecnologie. La combinazione di questi due punti conduce anche le piccole e micro imprese artigiane ad essere oggetto del cambiamento.

La tecnologia proseguirà il suo processo di penetrazione e sostituzione delle precedenti soluzioni in modo inarrestabile; la riscrittura del “manuale” non può essere posposta. Gestire questo nuovo paradigma con modelli sintonizzati sull’era tecnologica precedente è socialmente pericoloso.

La produzione che adotta nuovi strumenti informatizzati è oggetto dell’attività di indagine dei designer. L’ormai consolidata mass customization è fattore che accelera, in campo manifatturiero, la diffusione di nuove generazioni di strumenti produttivi informatizzati.

L’implementazione nel corso dello scorso decennio di un vero e proprio apparato nervoso fatto di sensori e connettività IoT richiede un design capace di governare e di servirsi della grande quantità di dati con cui concepire, configurare, disegnare e modulare l’interazione uomo-macchina. In questo contesto il profilo del designer si espande ed evolve, dialoga con scienziati e sviluppatori software, comprende le potenzialità e i limiti delle nuove tecnologie, intuisce e prevede le esigenze future in un panorama industriale in mutazione.

Vedi anche