La nuova scuola modulare

Parlavo qualche mese fa con un’insegnate del degrado della scuola secondaria di primo grado (io la chiamo ancora scuola media) e del progressivo impoverimento anche della scuola primaria (quella che io continuo a chiamare scuola elementare). Situazione non ben compresa nemmeno dai genitori.
Ci si chiedeva come intervenire, visto che le successive riforme non hanno portato a nulla di buono. Abbiamo lavorato a più mani su un documento comune per qualche tempo e immaginato alcuni punti fondamentali ancora in forma di bozza.

  • Va realizzato un programma generale e uno particolare per ogni alunno, lavorando sul suo grado di maturità, conoscenza della lingua (pensiamo ai figli di stranieri), competenze e interessi.
  • Per ogni alunno ci deve essere un insegnate responsabile del buon esisto del percorso di studio. Lui è responsabile della preparazione dell’alunno stesso. Avrà massima libertà nel gestire il percorso formativo.
  • Utilizzo intenso delle tecnologie digitali sia per la didattiche che per la gestione del percorso formativo.
  • La valutazione delle competenze degli alunni deve essere continua e non affidata agli stessi insegnanti.
  • Va abolita la suddivisione per anni di scuola. Nelle primarie si dovrà arrivare alla fine del percorso in cinque o sei anni senza suddivisione. Nello stesso modo le classi possono essere destrutturate e raccolte per materie. Gli alunni hanno gradi di preparazione diversi e in questo modo sarà possibile dare ad ognuno il meglio.
  • Va realizzato un monitoraggio sulle competenze, capacità e passione degli insegnati da un team esterno attribuendo anche un compenso proporzionato all’impegno e agli esiti ottenuti.
  • Le materie devono essere modulari. In questo modo si potranno approfondire e reiterare senza bocciare e poi dover ripetere l’anno.
  • Questo processo permetterebbe di far entrare nel mondo del lavoro giovani preparati, alzerebbe in maniera significativa la qualità dell’insegnamento.
  • Coinvolgimento completo, consapevole, responsabile e obbligatorio dei genitori alle pratiche educative. I genitori devono sentirsi responsabili della formazione non solo scolastica dei propri figli.

A questo tipo di riforma si opporrebbe certamente il sindacato della scuola troppo legato a vecchi schemi e bassi interessi e la parte meno attiva, capace, e preparata degli insegnanti. Ma sono certamente una minoranza.

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